I registi Paolo Colangeli e Francesco Giannetti raccontano Camorriste

I registi della docu-fiction Camorriste, Paolo Colangeli e Francesco Giannetti, raccontano l’intero progetto che ha visto partorire la serie televisiva composta da due stagioni in onda sul canale Crime+Investigation di Sky. Importante secondo i registi è sottolineare la particolarità delle storie raccontate per la prima volta da un punto di vista femminile, in quanto le protagoniste della serie sono per l’appunto donne della camorra divenute famose per le loro attività illegali e criminali. Le scelte stilistiche, la partecipazione diretta, la scelta meticolosa delle location e l’importante messaggio di denuncia che si è voluto dare sono un altro tassello fondamentale della realizzazione della serie. La prima stagione e la prossima uscita della seconda (autunno 2017), chiudono un lavoro che ha coinvolto collaboratrici di giustizia, professionisti dell’antimafia, artisti e professionisti dello spettacolo e anche comparse e personaggi della realtà che nella loro vita hanno vissuto in prima persona l’esperienza della criminalità organizzata. “Il progetto parte da una considerazione storica e sociale sulla trasformazione della camorra in un nuovo network finanziario – spiega Colangeli – e dei nuovi ruoli che le donne hanno in queste trasformazioni, che sono sempre più importanti”. Infatti, come spiega il regista, vi sono vari ruoli della donna all’interno del clan: donne imprenditrici, donne boss (tra queste v’è chi eredita il potere dal compagno/marito o chi viene scelta perché più efficiente e più abile negli affari), donne killer, e ogni puntata, riporta la singola storia di una ex camorrista, i suoi vissuti, i suoi problemi, le sue specificità e le sue emozioni. Camorriste è un prodotto televisivo che unisce in maniera efficace la fiction drammatica e la denuncia documentaristica.